Qbo nasce una sera di primavera del 2006 a Torino, all’incrocio tra via San Massimo e via Mazzini. Sei amici, l’università di architettura, caratteri e passioni diverse.
Qbo è rosso a pois bianchi, ama i grandi progetti e i piccoli interventi di arredo, difficilmente porta la cravatta, propone la sostenibilità e le fonti rinnovabili. Molto spesso va alle sagre di paese per evitare le conferenze di architetti che parlano di architettura, preferisce capire le persone e cucirgli addosso i progetti. Senza presunzione, mettendo la vegetazione sugli edifici, ricercando la semplicità, giocando con i contrasti, i materiali, la luce.
A volte si sporca le mani con la terra cruda, altre offre il suo spazio a giovani artisti, quasi sempre collabora con altri professionisti, va in cantiere volentieri, parla, discute, si interroga, studia.
Qbo è un contenitore, una proposta, un sogno, la scommessa sul nostro futuro; quella disegnata a lato è la sua casa dal muro rosso in via Bava 33, se vi capita, passate a trovarlo.